Esperimento di scrittura creativa. Racconto: Gocce di memoria

4 Settembre 2008 Commenti chiusi

Il racconto che segue, è stato costruito solo con i ‘nick’, rilevati in vari siti di giochi e chat, e con l’aggiunta di qualche verbo e articolo, ho cercato di costruire una storia, anche se un po’ pazza. I nick sono riconoscibili perchè scritti in lettere maiuscole e riportati come erano scritti , alcuni infatti sono attaccati articoli e nomi. Il titolo anche è un nick GOCCE DI MEMORIA… UN BIONDO SOGNATORE , MARITO INFEDELE : ALBERTO DI BO, MASCHIO, BEL 45 ENNE , PROF. CARINO UNIVERSITARIO, BENESTANTE, AMANTEPERFETTO X ALUNNE come : GIORGIA, KATIA, LARA, LIA, SONIA 71 Kg BIONDINA, MICHELLE ADOLESCENTE VOGLIOSA . IL PROF. X ALUNNE, TROPPO MALIZIOSO, PRONTO come UN FALCO, come UN… TORO SCATENATO, DI FUOCO … Mise un annuncio dicendo: “CERCO TETTONE, CERCO MATURE, CERCO RAGAZZA SERENA a cui LECCO I PIEDI come una DEA VERA.” Non avendo avuto risposte all’annuncio disse: “SE CI PENSO…. BASTA CON LE DONNE, PRENDO LA VITA COME VIENE, SOLO X TE NAPOLETANO, 6 SEXI IN CAM, 6 SPORTIVO, 6 BEL MORO con OKKIVERDI e danzi come DONLURIO & KEN, ma dimmi BONAZZO SEI UN po’ come DIABOLIK o SUPERMEN?” “ANDREA CI 6 ? Cosa fai SWARZ, BALLI? SAI CHI ho visto OGGI ? ROCCO SIFFREDI, PER BACCO ANDREA…lo SAI che fa? LA GUARDIADELCORPO, ha UN PADRONE EGOISTA, UN…UOMO DI ROVIGO, UN… DURO…” “SSSSSS zitto!! LO SPIONE, OTTOPAPER, PIRATA e CAPITANO detto LO STUPRATORE, ci può sentire è qui nella LOCANDA DELLE FATE ,con noi. “BONO… (come dice COSTANZO.) Non ti preoccupare DOLCE CUCCIOLO, non sentirti come il MORO TRADITO. LA MIA LEI INCHAT: RAMONA, ha domandato a DRAGHETTO e MERLINO di fare a te LA GUARDIA DEL CORPO. DRAGHETTO usa IDROGENO LIQUIDO per le sue boccate DI FUOCO fornitegli in parte da MICHELE l’ IDRAULICO, AMIKO di ROB, sai quello della COOP, ed in parte dall’ ALKIMISTA MERLINO.” “Ullàlàà, abbiamo fatto tardi, l’ALBACHIARA si alza, e stanno per salutarsi il SOLE E LUNA. Andiamo a LETTO X ATLETA, sìì, ma non prima di avermi LETTO un CAPITOLO del vangelo quello di PAOLO 17.” “Lo sai MACHOCALDO, diventi proprio una DOLCE BAMBINA, INDY poscia ,testé leggerò X TE.” “BONISSIMO ops benissimo!” Ad un tratto alcune GOCCE DI MEMORIA olfattiva, fecero venire ad ANDREA … una VOGLIA MATTA di FRAGOLINE e mentre IL PROF CARINO leggeva…,EGOISTA l’altro mangiava, e beveva BAROLO. IL PROF CARINO finito il CAPITOLO PAOLO 17, lesse il brano del vangelo quello in cui IL MAESTRO, fu ceduto al popolo da PONZIO PILATO. Tra il popolo c’era anche il GLADIATORE, adesso non ricordo bene il suo nome aspetta, forse si chiamava… a Sì Sì, RUSSEL… SONO FUSA, PERBACCO con tutti questi nomi mi restano solo poche GOCCE DI MEMORIA…

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Esperimento di scrittura creativa. Racconto: Questa è la mia vita.

4 Settembre 2008 Commenti chiusi

 

Il racconto è stato costruito coi titoli di100 racconti, un esperimento che potete fare anche voi, i titoli sono in maiuscolo senza subire variazioni a parte qualche virgola, e cercando di non utilizzarli due volte.  

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Pensiero: Pensiero sulla goccia…

4 Settembre 2008 Commenti chiusi
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Racconto: Il mantello nero

4 Settembre 2008 Commenti chiusi

 

Il mantello nero…

In una gelida giornata di gennaio, la scuola spalancò le sue porte al primo tintinnio della campanella, la scolaresca, con a capo l’insegnate, irruppe nel cortile con fragore;
"arrivederci!" dissero tutti in coro alla maestra, lei con un cenno della mano salutò.
Dietro la scuola, parcheggiata in un angolo: la sua auto, che a causa della neve che cadeva fitta, da blu era già diventata bianca.
Marisa s’accinse in fretta a prendervi posto,
la sua paura:rimanere bloccata dalla neve sul cucuzzolo a cui s’aggrappava pittorescamente il paesino in cui insegnava.
Dopo varie manovre non senza difficoltà, s’immise sulla strada che conduceva alla pianura.
La neve continuava a cadere, il vento a soffiare, e lungo la strada si erano formati dei cumuli di neve, che cercava di schivare zigzagando, contava ad una ad una,le curve lasciandole dietro di se con un sospiro profondo,come per dire:"anche questa è fatta," per
scongiurare il pericolo che nascondevano; tra una curva e l’altra, recitava qualche preghiera, per darsi forza ad affrontare la strada ormai divenuta viscida.
In lontananza, sul ciglio della strada, malgrado la bufera, Marisa scorse la sagoma di una persona, man mano che avanzava si distingueva sempre più, era un uomo,indossava un mantello nero, il capo coperto da un cappello a falda larga, lasciava intravedere i lunghi capelli bianchi come la sua barba.
"Sarà un contadino." Disse tra se Marisa. "Oppure un viandante fattosi sorprendere dalla bufera." Giunta all’altezza dell’uomo si fermò e aprendo il finestrino non più di due centimetri, per non fare entrare la neve, gli domandò dov’era diretto, il vecchio rispose con un grazie senza aggiungere altro, aprì lo sportello posteriore e si mise a sedere, senza neppure attendere d’essere invitato.
Marisa sorpresa non disse nulla e riprese a guidare. Di tanto in tanto guardava nel retrovisore, lui, taciturno e dall’aspetto austero, la guardava quasi a penetrarle l’anima.
Una domanda le torturava la mente: chi era mai quell’uomo? Sembrava venuto da un altro mondo, era vecchio sì, ma l’aggettivo che gli si addiceva era: "Antico," a causa dei suoi vestiti e del viso sul quale si poteva leggere quasi un’era e non il periodo di una vita.
La sua voce profonda dal tono grave, la fece sobbalzare, assorta com’era nei suoi pensieri rispose agitata:"Sì,cosa c’è?"
"No,nulla" rispose l’anziano,"volevo solo dirle grazie e che lei è una brava figliola" Marisa guardò nel retrovisore per ringraziarlo a sua volta, di fronte, a pochi metri:l’ultima curva, guardò nello specchietto e non riuscendo a vedere l’uomo,si girò di scatto per cercarlo.
Tutto si svolse in un attimo, giusto il tempo per arrivare alla curva, che mancò, distratta e sorpresa, non arrivò a raddrizzare l’auto che oramai era finita nella scarpata …

Il rumore del bip, la mano calda della madre teneva la sua, Marisa aprì gli occhi e chiese: "Dove sono," la madre con le lacrime agli occhi:"Sei qui da dieci giorni in coma,ti aspettavo che gioia risentire la tua voce,"
"Ma cosa è successo?" La madre rispose che la colpa era stata tutta della neve,"la neve,già," pensò…,"sì,ora ricordo!"
Ma si fermò di colpo, sapeva che se avesse raccontato l’accaduto nessuna l’avrebbe creduta,avrebbero detto sicuramente:"La sua testa ha preso una bella botta…" Così disse:"Sì,adesso ricordo,stava nevicando" e con un sorriso smorzato da una lieve smorfia,fece cadere il silenzio sull’accaduto,lasciando che il ricordo scomparisse,così come il mistero dell’uomo dal mantello nero.

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Racconto: Tutto scorre

4 Settembre 2008 Commenti chiusi

Tutto scorre. – L’essere umano vede il tempo, prima come amico e poi come nemico. Ancor prima di nascere esorta il tempo a passare in fretta affinché il nascituro venga al mondo, anche se lui, il tempo, è integro, segue unicamente il suo ritmo. L’esortazione continua lungo il filo degli anni, si ha voglia di raggiungere la meta, una delle più importanti, tappa dopo tappa, quella che permette la metamorfosi dell’essere umano, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Il diciottesimo anno di età. Raggiungendolo può dire che sta a cavallo, in tutti i sensi, ma il tempo non si ferma, e dopo la metà del traguardo, l’uomo inizia a dirgli rallenta, ma inutilmente, si accorge che d’amico, il tempo inizia a diventare nemico. Lo accusa di passare troppo in fretta, che non è più possibile ritornare indietro dando ragione ad Eraclito. Tutto scorre, già, proprio come il fiume; non torna indietro, almeno non sul suo corso, non si è mai visto che il tempo torni indietro, ma sui suoi passi direi di sì. È come l’orologio, l’ora si ripete giorno dopo giorno in senso rotatorio, tutto è tondo, e segue un movimento circolare, la terra, i pianeti, l’ellisse immaginaria dei pianeti intorno al sole, le stagioni con i suoi cicli, il giro delle lancette dell’orologio, le fasi lunari. Tutto parte da un punto e finisce in quello stesso punto, per ricominciare da lì, subendo ogni volta le trasformazioni del tempo che ogni volta, ritorna sui suoi passi sempre sotto nuove sembianze, lasciando del suo passaggio le impronte… Aveva detto Maria ad Angelo.

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Poesia: Prigionieri

4 Settembre 2008 Commenti chiusi
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Poesia: Il canto del mondo

4 Settembre 2008 Commenti chiusi
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Poesia: Chissà…

4 Settembre 2008 Commenti chiusi
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Poesia: Visione

4 Settembre 2008 Commenti chiusi
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Racconto: ” La notte più lunga”

4 Settembre 2008 Commenti chiusi
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